Una delle frasi più frequenti nelle conversazioni di vendita di servizi è questa: capisco quanto costa, però il budget che abbiamo è inferiore. Possiamo trovare un punto di incontro?. È una frase a cui chi vende risponde quasi sempre nello stesso modo. Pensa al prezzo. Si chiede se può scendere. Calcola di quanto. Tira fuori una controfferta più bassa.
In moltissimi casi, è la risposta sbagliata. Non perché lo sconto sia di per sé sbagliato, ma perché parte dalla diagnosi sbagliata.
Quando un cliente prova a negoziare il prezzo, il prezzo è raramente il problema. Il problema è che, fino a quel momento della conversazione, il valore non è ancora abbastanza chiaro da giustificare il prezzo agli occhi di chi sta scegliendo. La negoziazione è il sintomo. La causa sta da un’altra parte.
Lo si vede meglio quando si distinguono due tipi di richiesta di sconto. La prima è una richiesta strutturale: il cliente ha davvero un budget vincolato, conosce il valore, lo apprezza, ma non può andare oltre una certa cifra. È una conversazione onesta, e lo sconto in quel caso è una scelta legittima per chiudere o per dire di no. La seconda è una richiesta di rassicurazione: il cliente non è del tutto convinto del valore, e usa il prezzo come terreno di prova. Se fa lo sconto, vuol dire che era gonfiato. Se non lo fa, vuol dire che ci crede davvero. È una conversazione su altro, mascherata da prezzo.
Distinguere i due casi cambia tutto. Nel primo caso, lavorare sul prezzo ha senso. Nel secondo caso, abbassarlo è quasi sempre controproducente. Non aumenta la conversione. La aumenta in superficie, mentre dimostra che il prezzo iniziale non era difendibile, e questo intacca il valore percepito sull’intero rapporto.
Ho rivisto recentemente la dinamica di un’agenzia creativa che aveva accettato di scendere del 25% sul preventivo iniziale per chiudere un cliente importante. La trattativa era andata bene, in superficie. Quattro mesi dopo, lo stesso cliente aveva chiesto due revisioni gratuite extra, una scadenza accelerata senza upcharge, e una mail di lamentela su un dettaglio esecutivo. La risposta interna dell’agenzia era cliente difficile. La verità era diversa. Una volta che il prezzo era stato negoziato con quella facilità, il cliente aveva concluso, in modo non del tutto consapevole, che tutto il rapporto era negoziabile. Sconto, tempi, ambito, qualità. Non si comportava come un cliente difficile. Si comportava da cliente che aveva imparato che i confini erano flessibili.
Se l’agenzia, all’inizio, avesse risposto alla richiesta di sconto con qualcosa di diverso da una controfferta in cifra, la dinamica successiva sarebbe stata diversa.
Cosa significa rispondere diversamente. Non significa essere rigidi o aggressivi. Significa spostare la conversazione dal prezzo al valore. Capisco la richiesta. Prima di valutarla, voglio essere sicuro che siamo allineati su cosa stiamo comprando. Da come ti sei descritto, il problema che vuoi risolvere è X, e questo lavoro lo affronta nel modo Y. Se questo è quello di cui hai bisogno, parliamone in dettaglio. Se invece pensi che possa servire qualcosa di più leggero, possiamo guardare un’offerta diversa, su un ambito ridotto.
In questa risposta sta succedendo qualcosa che vale la pena nominare. Si sta dicendo sono disposto a parlare di prezzo, ma solo dopo aver verificato che parliamo della stessa cosa. Si sta riportando la conversazione a monte, dove dovrebbe essere stata fin dall’inizio. Si sta dimostrando, implicitamente, che il prezzo iniziale non era una proposta retorica da contrattare. Era una conseguenza di un valore preciso.
Quasi sempre, questa risposta ottiene una di tre reazioni. Il cliente conferma di voler quel lavoro, e a quel punto la conversazione di prezzo diventa più seria perché ha dietro un valore chiaro. Il cliente ammette che vuole qualcosa di più leggero, e a quel punto si costruisce una seconda offerta che è davvero appropriata e che non è uno sconto camuffato. Il cliente si ritira, perché si rende conto che non era pronto a comprare quel valore, e in quel caso non era un cliente da chiudere a tutti i costi.
In nessuna delle tre reazioni si è abbassato il prezzo per disperazione.
La regola pratica che propongo, ai consulenti che mi raccontano di trattative dove finiscono sempre a negoziare lo sconto, è questa. Quando senti la richiesta di sconto, non rispondere subito sul prezzo. Sposta la conversazione sul valore. Se dopo trenta minuti il valore è ancora chiaro e il cliente è ancora interessato, allora il prezzo è il prezzo, e si chiude o non si chiude.
Negoziare il prezzo prima di aver chiarito il valore è come ridurre la temperatura di un forno per far cuocere un piatto che non avevi ancora deciso quale fosse.